Ciao a tutti ragazzi,
navigando su parkourgenerations.com abbiamo letto questo bellissimo e secondo noi molto attuale articolo realizzato dal membro della crew franco-anglofona Dominic riguardo la differenza di approccio al parkour.
Per farlo ha utilizzato come titolo la metafora calzantissima della pillola rossa e blu tratta dal film cult Matrix.
Di cosa parla questo articolo? di due modi di approccio al parkour e freerunning che si stanno sempre più delineando anche qui in Italia.
Abbiamo liberarmente tradotto l’articolo (che trovate in originale sul sito dei PK Generations) e ve lo postiamo qui sotto invitandovi a leggerlo con molta attenzione.
PILLOLA ROSSA, PILLOLA BLU di Dominic Willoughby
Perché tu pratichi il parkour? Perché percorri la strada sulla quale stai andando? Cosa speri di ottenere? Queste sono tutte domande molto importanti alle quali io penso non solo relativamente4 a me stesso in qualità di traceur, ma anche riguardo a tutti coloro a cui insegno come allenatore.
In un documentario Stephane (ndr Vigroux) una volta parlò riguardo questo concetto:
“ Tu devi chiedere a te stesso che cosa vuoi dal parkour? Lo pratichi per svagoo vuoi diventare un atleta professionista specializzato? Sono due cose totalmente differenti e bisogna fare la differenza per vedere quanta differenza c’è fra le due cose.
Se è un puro svago, ok… resta a terra e divertiti, tu puoi divertirti senza alcun problema come in ogni sport molte persone praticano il calcio o il tennis solo per divertirsi. Ma se invece tu vuoi diventare un vero atleta professionista, devi considerare tutti gli “investimenti” sia da un punto di vista fisico che mentale ai quali devi sottostare, e rinunciare a te stesso per raggiungere questo obiettivo. Questo è davvero nulla a confronto con la realtà, perché il parkour è davvero uno sport molto molto probante, è uno sport fisico e per questo ti invito a pensare seriamente…cosa voglio dal parkour?”
Qualche volta mi sento di poter vedere questo nelle persone, riesco a vedere quelli che sono li per divertirsi, il che è bene intendiamoci, e a volte riesco vedere chi vuole di più. I segnali non sono così evidenti come ci si potrebbe aspettare e non ha nulla a che fare con la capacità o il livello di abilità. Le persone che hanno quel fuoco, sono quelli che spingono loro stessi sempre verso il passato, intendendo per passato verso tutte quelle cose che sono necessarie. Non sto parlando di quando tutte le cose sono facili e divertenti, ma sto parlando dell’opposto, parlo del tempo in cui ogni cosa è dura, noiosa, i tempi quando ogni stimolo che uno sente ti dice di fermarti e riposare o semplicemente di rinunciare. Sono queste persone che hanno il mio rispetto e in cui vedo un potenziale molto buono.
La migliore combinazione sarebbe sicuramente qualcuno con un talento naturale che ha avuto questa guida mentale che ho appena spiegato, e che desidera lavorare duramente e migliorare, ma purtroppo questa è una rara circostanza.
Il più delle volte, ed è qualcosa che ho visto molto spesso, persone che hanno un talento naturale, non lavorano per spingersi nella conoscenza e nell’implementazione dei propri limiti ma si accontentano di essere i “più forti” del loro gruppo. Questo è molto triste, ed è triste che queste persone abbiamo messo un tappo su loro stessi e che come tale non vogliano impegnarsi per definire i loro progressi basandosi su ciò che loro sono in grado di fare, bensì definire il loro livello in base a ciò che sanno fare gli altri.
Qualche volta cerco di spingere queste persone a fare di più, non perché loro facciano qualcosa di sbagliato ma perché loro hanno il potenziale per poter fare di più. Ma come si suol dire “ Il chiodo che sporge di più è quello che viene martellato prima giù” e ciò avviene quando i oosso vedere anche la differenza. Coloro che vogliono migliorare ed imparare ogni cosa, accettano ogni consiglio, critica e loro capiscono che a lungo andare tutto ciò è soltanto per i loro interessi ma a volte c’è qualcuno che non prende questo modo di fare nel modo giusto, non accettano critiche e che ascoltano solo quando vengono lodate o si sentono dire che sanno eccellere in qualcosa. Io non vedo nessuna ragione in questo, perché ripetere qualcosa 10, 30, 50 volte se ogni volta la si fa in modo sbagliato o la si potrebbe fare sicuramente meglio? Tutto ciò porta soltanto a rafforzare vizi e cattive abitudini e tecniche mai realmente migliorate.
Il diavolo è nei dettagli e alla fine della giornata, è li che si vede la differenza nelle persone che hanno gli obiettivi chiari nella loro mente. Non ci vuole troppa abilità per imitare qualcosa o copiare un percorso/movimento, ma per farlo bene, davvero bene, allora è qualcosa di totalmente differente.
Per migliorare magari basta cambiare la posizione del piede o saltare con una gamba differente, piccole cose che aggiungono molto. Tuttavia come ho detto, molte persone considerano queste cose irrilevanti e di poca importanza per loro che vogliono soltanto essere in grado di farlo o meno, di comparire e di essere considerato il più forte da parte degli altri. Così concludo riformulando a queste persone queste domande: State facendo questo in questo momento? Lo state facendo per mettervi in mostra o davvero per migliorarvi?
A ciascuno la sua vita, vivi al meglio la tua vita ma pensa riguardo a ciò che hai appena letto e sii onesto con te stesso: che cosa scegli per te?




