Ciao a tutti ragazzi,
navigando nella rete oggi leggiamo una notizia che non avremmo mai voluto vedere: ragazzo di 13 anni di Bologna cade da un tetto mentre pratica “parkour”. Le sue condizioni sono gravi.
Tratto da “La Repubblica”
Si era arrampicato sul tetto della sua scuola per fare Parkour, la disciplina nata in Francia e arrivata in Italia qualche anno fa che consiste nel superare ostacoli utilizzando il corpo, compiendo un percorso prestabilito nel modo più facile e veloce. Sul web esistono migliaia di filmati, molti girati anche a Bologna, in cui gli appassionati saltano da un ostacolo all’altro, superano barriere naturali o artificiali, si arrampicano su muri, utilizzano il proprio corpo senza sfidarsi l’uno con l’altro, ma esibendosi assieme (Video). La disciplina richiede però pratica e allenamento. Non è un gioco da ragazzi. Lui, invece, a soli tredici anni e con l’incoscienza dell’adolescenza, ha provato a superare i propri limiti, mettendo a rischio la propria vita.
Ieri sera, attorno alle 22.30, si è arrampicato sul tetto del suo istituto, la scuola media ‘Francia’ di Zola Predosa. Era insieme a un amico, un coetaneo straniero. La stessa passione per il Parkour e lo stesso desiderio di provarci. Una volta arrivati sul tetto hanno cominciato a saltare, ma qualcosa non è andato secondo i piani. Il tredicenne è scivolato e dopo essere caduto sul lucernario che si è infranto, è precipitato all’interno della scuola facendo un volo di una decina di metri. L’amico che era con lui ha dato l’allarme con il cellulare e immediatamente sono arrivati i soccorsi. E’ stato ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Maggiore. I medici parlano di condizioni disperate. L’amico, interrogato dai carabinieri di Zola Pedrosa, ha negato che insieme a loro vi fossero altre persone e ha motivato la presenza sul tetto della scuola proprio con la voglia di praticare il Parkour.
Ci sembra una cosa doverosa parlare di questo fatto di attualità anticipando eventuali speculazioni mediatiche.
Ci avviciamo alla notizia con estremo rispetto e delicatezza nei confronti della famiglia del ragazzo, alla quale siamo vicini in questi momenti delicati.
Il nostro sentimento verso accadimenti come questo è sempre duplice: da un lato la voglia di essere vicini a chi sta soffrendo senza stigmatizzare nulla perchè in questi casi ci si deve soltanto stringere e pregare in ogni forma, atea o religiosa, affinchè chi è vittima di un incidente del genere guarisca presto.
Dall’altra siamo arrabbiati. Molto.
Non sappiamo con esattezza i fatti e non vogliamo innalzarci a giudici o censori, ci basiamo soltanto su una notizia letta da un sito senza aver verificato nulla di più, sta di fatto che cogliamo questa occasione per ribadire con forza a tutti coloro che leggono che il PARKOUR NON E’ LA RICERCA DEL RISCHIO E DELL’ESTREMO.
Non deve passare il messaggio contrario.
Chi pratica parkour deve essere consapevole che si avvicina ad un universo tanto profondo quanto pieno di valori positivi ed aggreganti ma al tempo stesso deve capire che è una disciplna sportiva che necesita di un allenamento costante fisico e mentale.
Non si diventa traceur da un giorno all’altro.
Il primo principio del parkour è la sicurezza. Il secondo è il rispetto di se stessi e dell’ambiente circostante.
PARKOUR NON VUOL DIRE VOLARE DA UN TETTO.
Ci rivolgiamo a tutti voi ragazzi, scusate questo tono ma lo sentiamo come nostro dovere, avendo un canale di comunicazione, ribadire sempre e per sempre il fatto che fare parkour non vuol dire dimostrare agli altri la propria “bravura”. Non si diventa “fichi” saltando da un tetto. Non è questo il parkour, e chi fa queste cose è solamente un incosciente.
Tutti noi vediamo in TV gesta di attori ed atleti, e come in quei casi, anche nel parkour trovate in rete video di campioni che passano la loro vita in una palestra. Arrivare a quei livelli vuol dire dedicare una vita intera all’allenamento ed essere dei professionisti.
Ci raccomandiamo a tutti voi ragazzi,praticate con coscienza.
In Italia stanno crescendo tante associazioni che si avvicinano seriamente al parkour seguendo un percorso che abbia un approccio corretto ed attento nel rispetto dei valori della vita.
Non vi improvvisate praticanti, chi ci rimette è il movimento intero che da anni si sforza di comunicare i veri valori di questa meravigliosa disciplina.
Il nostro più sincero abbraccio alla famiglia del ragazzo.
Staff Parkour.it




