COMUNICATO STAMPA PARKOUR CONGIUNTO


ciaopk

Ciao a tutti ragazzi,
la tragica morte di un bambino di 13 anni ha causato una comunicazione piena di inesattezze e definizioni superficiali e false riguardo al parkour.

Noi di parkour.it sottoscriviamo un comunicato redatto dai nostri amici dell’Associazione ASD PK Firenze Overcome Crew e ve lo proponiamo in versione integrale senza aggiungere altre parole.

ASD PK Firenze Overcome crew

Con le più sentite condoglianze abbracciamo la famiglia del giovane tredicenne deceduto in data 30 Giugno 2010 dopo essere precipitato dal tetto della scuola ove si trovava.

La nostra associazione PK Firenze si distacca dalla disinformazione dei giornali che, intenti solo a vendere la notizia, fanno della realtà un oggetto plasmabile a loro favore, senza rendersi conto delle baggianate che scrivono.
Leggiamo in vari articoli versioni e storie differenti dell’accaduto. Chi dice che praticavano parkour, chi dice che erano sopra l’edificio per osservare gli aerei in partenza.

Qualsiasi sia la versione del fatto si mira a distruggere gli anni di impegno che il movimento legato alla disciplina e alla filosofia del Parkour hanno messo per far si che venissero diffusi e divulgati i valori e i giusti principi di tale disciplina.

In particolare ci riferiamo alle dichiarazioni rilasciate da alcune testate giornalistiche online.
Il parkour è in primo luogo SICUREZZA. I praticanti del parkour hanno rispetto totale per il proprio corpo e per la propria vita. Spesso il Parkour viene identificato come uno sport estremo. Sbagliato. Gli sport a differenza delle discipline pongono come obbiettivo e finalità quella della competizione con altre persone puntando alla vittoria e al superamento di un punteggio in relazione ad uno sfidante. Il Parkour, disciplina urbana, pone come obbiettivo quello di una SFIDA, si, ma con se stessi, un confronto costante con la propria mente e il proprio corpo, cercando di far emergere le nostre paure, da dentro noi stessi, per poterle, con coscienza, superarle ogni giorno attraverso il superamento dei limiti che che troviamo sia in un cammino fisico che psicologico.
Non è assolutamente una moda, come spesso i mass media, erroneamente e con presunzione, cercano di trasmettere.
La moda è quella della disinformazione continua che i mezzi di telecomunicazione vanno promulgando.

Come dice Kiekegaard:

« In ogni campo e per ogni oggetto sono sempre le minoranze, i pochi, i rarissimi, i Singoli quelli che sanno: la Folla è ignorante. »
(Søren Kierkegaard, Diario)

Il compito dei mass-media è proprio quello di rendere colta e informata quella maggior parte di persone che non lo sono, la massa. Ma fare questo, gli stessi canali di informazione devono essere informati, tramite fonti serie e informandosi loro stessi, senza scrivere cose a caso, sentite dire dal collega giornalista o dal ragazzino che viene intervistato intervista.
Il lavoro del giornalista dovrebbe essere quello di dare la GIUSTA informazione attenendosi ai fatti, e per mezzo di fonti attendibili.

Infatti il Parkour non è assolutamente saltare dai tetti, come molta gente pensa. Che poi questa immagine e visione sia nota per impressionare o dare una superficiale spiegazione della disciplina è vero. Ma il Parkour NON è questo.
E’ proprio il mondo del marketing e della speculazione commerciale nel settore della televisione e della pubblicità che propone un’immagine sbagliata di tale disciplina per applicarla alla vendita di un prodotto, che spesso non ha nessun legame o relazione con la disciplina stessa.
Il Parkour è una disciplina completa che richiede anni di allenamento, potenziamento e condizionamento fisico e Mentale. E’ si alla portata di una ampia fascia di età, ma non per questo può essere praticata senza una logica e senza, soprattutto, una buona preparazione atletica che impegna un traceur (praticante del parkour) la maggior parte del suo tempo.
L’allenamento è alla base del parkour. La tecnica viene dopo, dopo ogni altra cosa. Prima si impara a conoscere il proprio corpo, i propri limiti, dopo si impara a superarli, ognuno con il proprio andamento, con i propri tempi e le proprie forze.

“Etre Fort pour Etre Utile..” (”Essere forti, per essere utili”)
(Georges Hébert)

Chi pratica il Parkour si impegna nel rispetto dell’ambiente e degli altri, ma soprattutto di se stesso e del proprio corpo.
E’ uno stile di vita, una filosofia, che accompagna chi lo pratica in ogni situazione, quasi come un moderno Samurai.
Il motto stesso, Lanciato dal suo creatore e fondatore, ne identifica appieno tutti gli aspetti, e la filosofia che esso si porta dietro.

Come dice Blane, esponente della disciplina Parkour:

“Per me il Parkour è una lunga e piacevole compagnia – non una breve ed epica battaglia.”

Tale comunicato è sottoscritto da:
Fabio Saraceni
crew BIKORN
crew Overcome (Firenze)
crew Only in Brain di (Aprilia)
crew Milan Monkeys (Milano)
ASD Eden Parkour Bologna
ASD PK Firenze
ASD Parkour Milano
RUN Magazine
ASD Associazione italiana parkour.it

Vi invitiamo inoltre a capire meglio il Parkour attraverso gli occhi di chi non lo pratica ma lo osserva con un legame affettivo particolare, come quello delle madri, degli amici e dei parenti di chi ogni giorno traccia un percorso, un percorso di vita.
Il video seguente è il video-lancio del documentario.
troverete gli altri video collegati al link

http://www.vimeo.com/12735332

Staff Parkour.it

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