News
KRAP INVADERS – Adventure Event
Ciao a tutti ragazzi,
il nostro amico KEME ci segnala un evento parkour e freerunning davvero unico.
Sulle atmosfere dei videogiochi anni 80 KRAP INVADERS sarà un adventure event mai visto prima.
Ecco la presentazione dalla voce degli organizzatori:
L’evento Freerunning/parkour, sarà di base un Adventure-event, cioè si svilupperà attraverso tappe e trasferte varie, in luoghi e condizioni diverse, il tutto documentato da video che saranno girati passo per passo durante l’avventura.
La natura stessa di tale evento non implica la partecipazione di un numero minimo di persone, ne di un numero massimo, e ognuno dei partecipanti è indipendente nel senso che non sono presenti workshop organizzati, ma solo spontanei scambi di conoscenze fra tutti gli atleti. Il gruppo quindi percorrerà un itinerario prestabilito e distribuito nei tre giorni con lo scopo di allenarsi ed esprimersi secondo lo stile della disciplina, affrontando gli ambienti che si visiteranno con evoluzioni aeree e passaggi fluidi; il tutto valorizzato dal fatto di essere in compagnia di persone provenienti da paesi diversi da cui imparare nuove tecniche e con cui condividere l’esperienza.
Alla fine dei tre i giorni saranno proiettate le riprese più belle, fatte durante le varie tappe.
In oltre con il materiale raccolto si realizzerà, nei giorni seguenti all’evento, un video che sarà caricato sul web.
2) Le trasferte e gli spazi allestiti per il freerunning
In particolare durante le trasferte si verrà a contatto con realtà marittime, montane, cittadine, indoor e outdoor; questo porterà gli atleti a confrontarsi in terreni e situazioni diverse, e darà la possibilità ad ognuno di esprimersi al meglio.
Le tappe in programma sono: venerdi 30 luglio,venezia,sabato 31 luglio contrà pria,1 agosto skio!
IL LIBRO DI SEBASTIEN FOUCAN IN TUTTE LE LIBRERIE ITALIANE!
Ciao a tutti ragazzi,
qualche mese fa comunicammo l’uscita del libro di Foucan in Francia.
Oggi con grande gioia annunciamo l’uscita in tutte le librerie italiane di FREERUNNING: TROVA LA TUA STRADA, il libro fotografico di Sebastien Foucan, fondatore della disciplina Freerunning.
Esce in libreria, per i tipi di “Socrates”, “Freerunning – Trova la tua strada”, gioioso inno e sorta di autobiografia di Sébastien Foucan, cofondatore della disciplina e mito vivente di questi anni zero.
Libro davvero imperdibile per appassionati ed adepti, ma anche e soprattutto per chi ancora poco sa di questa affascinante arte urbana e desidera approcciarvisi, o solamente conoscerne qualcosa.
Il nome scelto per connotare questa nuova arte metropolitana nacque da un rimaneggiamento verbale: la kappa andò a modificare l’originale “parcour”, in francese “percorso”, che rappresenta in pieno l’essenza di questa filosofia; il creare, appunto, un nuovo percorso all’interno dello spazio urbano.
È da questo suggestivo cosmo iniziale che prende vita la sua naturale evoluzione, il Freerunning, appunto, che sta a significare un “percorso di Parkour” personalizzato ed impostato sulle proprie capacità fisiche, teso ad individuare con maturità e consapevolezza eventuali limiti del proprio corpo ed esaltandone, altresì, pregi e virtù non ancora del tutto scoperte.
Centotrenta pagine alternate fra maestose piroette, incredibili evoluzioni aeree, ostacoli superati in volo, salti che mozzano il fiato e piccole frasi che toccano.
Il consiglio è quello di fare, il prima possibile, un gran “salto” in libreria.
Autore – Sébastien Foucan
Titolo dell’opera – Freerunning-Trova la tua strada
Titolo originale – Freerunning-Find your way
Traduzione dall’Inglese – Louise Read
Edizioni Socrates – giugno 2010
Pag. 130 – € 16.00
www.edizionisocrates.com
www.foucan.com
COMUNICATO STAMPA PARKOUR CONGIUNTO
Ciao a tutti ragazzi,
la tragica morte di un bambino di 13 anni ha causato una comunicazione piena di inesattezze e definizioni superficiali e false riguardo al parkour.
Noi di parkour.it sottoscriviamo un comunicato redatto dai nostri amici dell’Associazione ASD PK Firenze Overcome Crew e ve lo proponiamo in versione integrale senza aggiungere altre parole.
ASD PK Firenze Overcome crew
Con le più sentite condoglianze abbracciamo la famiglia del giovane tredicenne deceduto in data 30 Giugno 2010 dopo essere precipitato dal tetto della scuola ove si trovava.
La nostra associazione PK Firenze si distacca dalla disinformazione dei giornali che, intenti solo a vendere la notizia, fanno della realtà un oggetto plasmabile a loro favore, senza rendersi conto delle baggianate che scrivono.
Leggiamo in vari articoli versioni e storie differenti dell’accaduto. Chi dice che praticavano parkour, chi dice che erano sopra l’edificio per osservare gli aerei in partenza.
Qualsiasi sia la versione del fatto si mira a distruggere gli anni di impegno che il movimento legato alla disciplina e alla filosofia del Parkour hanno messo per far si che venissero diffusi e divulgati i valori e i giusti principi di tale disciplina.
In particolare ci riferiamo alle dichiarazioni rilasciate da alcune testate giornalistiche online.
Il parkour è in primo luogo SICUREZZA. I praticanti del parkour hanno rispetto totale per il proprio corpo e per la propria vita. Spesso il Parkour viene identificato come uno sport estremo. Sbagliato. Gli sport a differenza delle discipline pongono come obbiettivo e finalità quella della competizione con altre persone puntando alla vittoria e al superamento di un punteggio in relazione ad uno sfidante. Il Parkour, disciplina urbana, pone come obbiettivo quello di una SFIDA, si, ma con se stessi, un confronto costante con la propria mente e il proprio corpo, cercando di far emergere le nostre paure, da dentro noi stessi, per poterle, con coscienza, superarle ogni giorno attraverso il superamento dei limiti che che troviamo sia in un cammino fisico che psicologico.
Non è assolutamente una moda, come spesso i mass media, erroneamente e con presunzione, cercano di trasmettere.
La moda è quella della disinformazione continua che i mezzi di telecomunicazione vanno promulgando.
Come dice Kiekegaard:
« In ogni campo e per ogni oggetto sono sempre le minoranze, i pochi, i rarissimi, i Singoli quelli che sanno: la Folla è ignorante. »
(Søren Kierkegaard, Diario)
Il compito dei mass-media è proprio quello di rendere colta e informata quella maggior parte di persone che non lo sono, la massa. Ma fare questo, gli stessi canali di informazione devono essere informati, tramite fonti serie e informandosi loro stessi, senza scrivere cose a caso, sentite dire dal collega giornalista o dal ragazzino che viene intervistato intervista.
Il lavoro del giornalista dovrebbe essere quello di dare la GIUSTA informazione attenendosi ai fatti, e per mezzo di fonti attendibili.
Infatti il Parkour non è assolutamente saltare dai tetti, come molta gente pensa. Che poi questa immagine e visione sia nota per impressionare o dare una superficiale spiegazione della disciplina è vero. Ma il Parkour NON è questo.
E’ proprio il mondo del marketing e della speculazione commerciale nel settore della televisione e della pubblicità che propone un’immagine sbagliata di tale disciplina per applicarla alla vendita di un prodotto, che spesso non ha nessun legame o relazione con la disciplina stessa.
Il Parkour è una disciplina completa che richiede anni di allenamento, potenziamento e condizionamento fisico e Mentale. E’ si alla portata di una ampia fascia di età, ma non per questo può essere praticata senza una logica e senza, soprattutto, una buona preparazione atletica che impegna un traceur (praticante del parkour) la maggior parte del suo tempo.
L’allenamento è alla base del parkour. La tecnica viene dopo, dopo ogni altra cosa. Prima si impara a conoscere il proprio corpo, i propri limiti, dopo si impara a superarli, ognuno con il proprio andamento, con i propri tempi e le proprie forze.
“Etre Fort pour Etre Utile..” (”Essere forti, per essere utili”)
(Georges Hébert)
Chi pratica il Parkour si impegna nel rispetto dell’ambiente e degli altri, ma soprattutto di se stesso e del proprio corpo.
E’ uno stile di vita, una filosofia, che accompagna chi lo pratica in ogni situazione, quasi come un moderno Samurai.
Il motto stesso, Lanciato dal suo creatore e fondatore, ne identifica appieno tutti gli aspetti, e la filosofia che esso si porta dietro.
Come dice Blane, esponente della disciplina Parkour:
“Per me il Parkour è una lunga e piacevole compagnia – non una breve ed epica battaglia.”
Tale comunicato è sottoscritto da:
Fabio Saraceni
crew BIKORN
crew Overcome (Firenze)
crew Only in Brain di (Aprilia)
crew Milan Monkeys (Milano)
ASD Eden Parkour Bologna
ASD PK Firenze
ASD Parkour Milano
RUN Magazine
ASD Associazione italiana parkour.it
Vi invitiamo inoltre a capire meglio il Parkour attraverso gli occhi di chi non lo pratica ma lo osserva con un legame affettivo particolare, come quello delle madri, degli amici e dei parenti di chi ogni giorno traccia un percorso, un percorso di vita.
Il video seguente è il video-lancio del documentario.
troverete gli altri video collegati al link
Staff Parkour.it
BOLOGNA: E’ MORTO IL RAGAZZO DI 13 ANNI CADUTO DAL TETTO DELLA SCUOLA.
Ciao a tutti ragazzi,
è un giorno triste e di lutto oggi, come lo è ogni giorno in cui muore un bambino.
F.F era un bambino di 13 anni, morto questa mattina a Bologna dopo essere precipitato dal tetto della scuola.
Affrontiamo questo tema con grande delicatezza per rispettare il dolore lancinante di familiari ed amici del ragazzo deceduto.
La nostra news è composta da tre parole molto importanti, le prime tre che sintetizzano il nostro stato d’animo attuale: RISPETTO, RABBIA E DOLORE. Read the rest of this entry »
INCIDENTE “PARKOUR” A BOLOGNA: E’ GRAVE UN RAGAZZO DI 13 ANNI!
Ciao a tutti ragazzi,
navigando nella rete oggi leggiamo una notizia che non avremmo mai voluto vedere: ragazzo di 13 anni di Bologna cade da un tetto mentre pratica “parkour”. Le sue condizioni sono gravi.
Tratto da “La Repubblica”
Si era arrampicato sul tetto della sua scuola per fare Parkour, la disciplina nata in Francia e arrivata in Italia qualche anno fa che consiste nel superare ostacoli utilizzando il corpo, compiendo un percorso prestabilito nel modo più facile e veloce. Sul web esistono migliaia di filmati, molti girati anche a Bologna, in cui gli appassionati saltano da un ostacolo all’altro, superano barriere naturali o artificiali, si arrampicano su muri, utilizzano il proprio corpo senza sfidarsi l’uno con l’altro, ma esibendosi assieme (Video). La disciplina richiede però pratica e allenamento. Non è un gioco da ragazzi. Lui, invece, a soli tredici anni e con l’incoscienza dell’adolescenza, ha provato a superare i propri limiti, mettendo a rischio la propria vita.
Ieri sera, attorno alle 22.30, si è arrampicato sul tetto del suo istituto, la scuola media ‘Francia’ di Zola Predosa. Era insieme a un amico, un coetaneo straniero. La stessa passione per il Parkour e lo stesso desiderio di provarci. Una volta arrivati sul tetto hanno cominciato a saltare, ma qualcosa non è andato secondo i piani. Il tredicenne è scivolato e dopo essere caduto sul lucernario che si è infranto, è precipitato all’interno della scuola facendo un volo di una decina di metri. L’amico che era con lui ha dato l’allarme con il cellulare e immediatamente sono arrivati i soccorsi. E’ stato ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Maggiore. I medici parlano di condizioni disperate. L’amico, interrogato dai carabinieri di Zola Pedrosa, ha negato che insieme a loro vi fossero altre persone e ha motivato la presenza sul tetto della scuola proprio con la voglia di praticare il Parkour.
Ci sembra una cosa doverosa parlare di questo fatto di attualità anticipando eventuali speculazioni mediatiche.
Ci avviciamo alla notizia con estremo rispetto e delicatezza nei confronti della famiglia del ragazzo, alla quale siamo vicini in questi momenti delicati.
Il nostro sentimento verso accadimenti come questo è sempre duplice: da un lato la voglia di essere vicini a chi sta soffrendo senza stigmatizzare nulla perchè in questi casi ci si deve soltanto stringere e pregare in ogni forma, atea o religiosa, affinchè chi è vittima di un incidente del genere guarisca presto.
Dall’altra siamo arrabbiati. Molto.
Non sappiamo con esattezza i fatti e non vogliamo innalzarci a giudici o censori, ci basiamo soltanto su una notizia letta da un sito senza aver verificato nulla di più, sta di fatto che cogliamo questa occasione per ribadire con forza a tutti coloro che leggono che il PARKOUR NON E’ LA RICERCA DEL RISCHIO E DELL’ESTREMO.
Non deve passare il messaggio contrario.
Chi pratica parkour deve essere consapevole che si avvicina ad un universo tanto profondo quanto pieno di valori positivi ed aggreganti ma al tempo stesso deve capire che è una disciplna sportiva che necesita di un allenamento costante fisico e mentale.
Non si diventa traceur da un giorno all’altro.
Il primo principio del parkour è la sicurezza. Il secondo è il rispetto di se stessi e dell’ambiente circostante.
PARKOUR NON VUOL DIRE VOLARE DA UN TETTO.
Ci rivolgiamo a tutti voi ragazzi, scusate questo tono ma lo sentiamo come nostro dovere, avendo un canale di comunicazione, ribadire sempre e per sempre il fatto che fare parkour non vuol dire dimostrare agli altri la propria “bravura”. Non si diventa “fichi” saltando da un tetto. Non è questo il parkour, e chi fa queste cose è solamente un incosciente.
Tutti noi vediamo in TV gesta di attori ed atleti, e come in quei casi, anche nel parkour trovate in rete video di campioni che passano la loro vita in una palestra. Arrivare a quei livelli vuol dire dedicare una vita intera all’allenamento ed essere dei professionisti.
Ci raccomandiamo a tutti voi ragazzi,praticate con coscienza.
In Italia stanno crescendo tante associazioni che si avvicinano seriamente al parkour seguendo un percorso che abbia un approccio corretto ed attento nel rispetto dei valori della vita.
Non vi improvvisate praticanti, chi ci rimette è il movimento intero che da anni si sforza di comunicare i veri valori di questa meravigliosa disciplina.
Il nostro più sincero abbraccio alla famiglia del ragazzo.
Staff Parkour.it







